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L’attualità dell’antiquariato librario. Alessandro Tedesco dialoga con Edoardo Barbieri

In questi giorni è stata presentata la IV edizione della scuola estiva di Torrita di Siena dedicata al libro antico: Antiquariato e collezionismo librario: storia e metodo, dal 27 al 30 agosto 2018.

 

Come mai una Scuola Estiva sul libro antico a Torrita?

L’esperienza ormai pluriennale è estremamente positiva: luogo splendido, accoglienza cordiale, costi contenuti… Poi c’è la grande passione di un torritese doc come il collezionista e “volontario della cultura” (come ama definirsi) l’avv. Paolo Tiezzi, al cui entusiasmo la Scuola deve molto. Poi c’è il prof. Luca Rivali, compagno in questa avventura sin dalla prima edizione. E poi ci sono i discenti, un gruppo affezionato e intelligente, che ogni anno in parte si rinnova, accogliendo da tutta Italia studenti universitari, neolaureati, bibliotecari, appassionati dei temi via via trattati…

 

Ci sono altre Scuole Estive dedicate al libro antico?

Che mi risulti, in Italia siamo gli unici. Certo, gli argomenti sono di volta in volta specifici (le origini della stampa, Aldo Manuzio, Lutero e il mondo del libro, quest’anno l’antiquariato…), ma si tratta di lezioni piane, fatte per cercare di capire fenomeni particolari e complessi, ma che non per questo non possono essere spiegati e condivisi. E poi c’è il clima cordiale e seminariale che si crea ogni volta e che favorisce un approccio non da classe universitaria, ma da vero laboratorio della cultura.

 

Lei ha da poco pubblicato per l’editore Olschki gli atti di un convegno lucchese dedicato al grande antiquario Giuseppe Martini. Perché occuparsi oggi di Giuseppe Martini?

Martini è morto oltre 70 anni fa, nel 1944. È evidente che la sua esperienza e il suo mondo sono molto lontani, ma proprio questa è l’occasione per una riflessione su cosa è stato il grande mondo dell’antiquariato librario. Si tratta di una realtà quasi tutta da scoprire. Per l’Italia, a fianco dell’autobiografia di Giuseppe Orioli più volte ristampata, c’è poco: di recente una conferenza tenuta a suo tempo da Carlo Alberto Chiesa (Milano, Officina Libraria, 2016) e una ricerca di Luca Montagner sulla libreria antiquaria Hoepli (Milano, Educatt, 2017).

Cosa la ha più stupito e interessato della vicenda Martini?  

Non so se Martini di persona mi sarebbe stato simpatico: non era di carattere facile. Eppure mi stupiscono tre fattori. Innanzitutto l’altissima qualità del lavoro da lui svolto a livello bibliografico, soprattutto negli studi sui libri a stampa del XV secolo (anche se è troppo poco citato nelle ricerche di settore). In secondo luogo la generosità delle sue donazioni ad alcune istituzioni pubbliche italiane, un gesto che travalica ampiamente il pur nobile desiderio di farsi perdonare qualche peccato giovanile. In terzo luogo, il ruolo essenziale da lui lungamente svolto come mentore e consigliere per la creazione dei grandi fondi USA di materiale antico italiano composto anche spesso da manoscritti (e la fitta corrispondenza con Belle da Costa Greene, la mitica segretaria di Pierpont Morgan ne è testimonianza sicura).

 

C’è una specificità nello studio dell’antiquariato librario?

Solo ora iniziamo a capire esattamente cosa significhi davvero studiare il commercio librario. Occorre immergersi nelle varie tipologie di documentazione lasciata (materiale archivistico e amministrativo, ricordi, tracce lasciate nei libri… ma soprattutto i cataloghi a stampa!), non per un malsano feticismo, al fine di ricondurre il commercio del libro ai grandi fenomeni di transfert culturale tra Otto e Novecento. Da questo punto di vista non è inutile ricordare che l’antiquariato non è che l’altra faccia del collezionismo librario e che l’uno senza l’altro non potrebbero vivere. Di eccezionale interesse in tal senso il bel volume di Giancarlo Petrella, «À la chasse au bonheur». I libri ritrovati di Renzo Bonfiglioli e altri episodi di storia del collezionismo italiano del Novecento (Firenze, Olschki, 2016).

 

Un’ultima domanda. Internet non ha radicalmente cambiato il modo di vendere i libri antichi e preziosi?

Il mondo dell’antiquariato librario ha subìto negli ultimi anni delle profonde trasformazioni, in parte connesse proprio con la messa a disposizione on line di cataloghi e offerte di vendita. Per questo l’antiquariato librario come andò configurandosi con i Rosenthal, i Kraus, i Breslauer o – per restare in Italia – gli Hoepli, gli Olschki, Tammaro De Marinis, Alberto Vigevani o, per l’appunto, Giuseppe Martini, non esiste più da tempo. Proprio questo momento di passaggio è l’occasione propizia per iniziare davvero a fare storia dell’antiquariato librario.

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